La Guerra per le Anime

Nel 2007 il famoso scrittore e addotto americano Whitley Strieber pubblicò un romanzo bellissimo e particolare. Si intitola “2012, The War for Souls”, ovvero, “2012, La Guerra per le Anime”, che acquistai subito tramite amazon.com e recensii per Area 51, la rivista a cui lavoravo all’epoca.  

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Recentemente, “2012” è stato tradotto in italiano dalla Newton&Compton, con il titolo “2012 L’Apocalisse”. L’Apocalisse di cui parla Strieber però, questa volta, non è climatica, è esistenziale. La data del 2012 è solo un simbolo, la scusa per introdurre tutt’altro tema. L’interferenza aliena e la consapevolezza dell’uomo. Eliminando dal titolo “La Guerra per le Anime”, si è reso più appetibile il romanzo ad un pubblico generico, ma si è perso il significato primo (e ultimo) dell’opera, scritta con maestria e immaginifica essenzialità. Strieber è un autore che riesce a catturare l’attenzione del lettore, rubando al cinema la suggestione di impressionanti scene di massa, come anche il brivido dell’attesa e dell’intimità del dolore, senza cadere mai in autocompiaciute prolissità, in cui spesso indulgono autori di genere horror e thriller, e non solo.  
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Niente Grigi, in questo libro “gli altri” sono i Rettiliani e quello che vogliono, è ciò di cui l’uomo è a mala pena consapevole. La sua Anima. L’azione di svolge in due realtà parallele ma collegate, con due personaggi principali (uno scrittore e un archeologo) speculari e ricchi di sorprese. Il mondo alieno, la società Rettile, è cruda e militare. Ma non tutto è come sembra, come ci si aspetterebbe da un romanzo di suspense e mistero che si rispetti. Generalmente mi viene voglia di denunciare critici letterari e cinematografici che presi dall’ansia da prestazione, svelano tutta la trama al lettore che, impreparato, non riesce ad interrompere per tempo la lettura dell’articolo, rovinandosi così la lettura del libro, o la visione del film. Quindi, mi fermo qui, e invito gli interessati a non perdersi questo romanzo, una piccola perla nella letteratura di fiction e non-fiction. A quanto pare, il concetto di anima come elemento fondamentale per comprendere la fenomenologia di abduction, introdotto e sviluppato con dovizia di particolari da Corrado Malanga, diversi anni fa, comincia a fare capolino in modo più o meno indiretto in alcuni studi, e in alcuni lavori d’oltre oceano. Strieber, che ha sempre ammesso di avere connessioni all’interno dell’intelligence USA, più volte ha spiegato di riportare nei romanzi conoscenze che non potrebbe sostenere in un saggio. 

Ricordo che uno dei primi a parlare di “manipolazione animica” da parte di entità aliene fu l’addotto e contattato Alex Collier, nel resoconto di alcune sue esperienze piuttosto traumatiche. I suoi racconti non vennero presi mai in considerazione dalla comunità di ricerca sui rapimenti alieni americana, mentre altri preferirono concentrarsi sulle sue più o meno azzeccate “predizioni” di eventi futuri, come se il tempo fosse un qualcosa di determinato e imprescindibile. Alex Collier scrisse molte cose più interessanti nel suo “Defending Sacred Ground”, tra cui il tentativo da parte di alcune specie aliene di impossessarsi dell’anima umana. Ma Collier, bollato come un “contattista”, non è stato d’ispirazione per chi studiava i rapimenti. Strano questo, perché a dire di molti ricercatori, i contattisti, sarebbero anche addotti.

Su X Times n. 4, pubblicammo un’intervista di Paola Harris a un personaggio centrale della comunità UFO americana: Donald Ware. L’intervista, che Maurizio Baiata intitolò – a ragione – “Potere Assoluto”, è molto lunga. Mi interessa evidenziarne solo un particolare.

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Ware, oggi piuttosto anziano, non solo è stato per anni un ricercatore UFO molto attivo, ma era ed è un membro della comunità della US Navy Intelligence di un certo rilievo. Verso la fine dell’intervista, Ware parla dell’interferenza aliena, prendendo in esame solo la tipologia “Zeta”, e accenna al fatto che con il programma di ibridazione umano-aliena, i visitatori delle stelle intendono creare degli esseri compatibili sia con l’anima umana che con l’anima Zeta. Dei contenitori insomma, che possano ospitarle entrambe. È singolare che un appartenente ai servizi segreti americani, e per di più della Marina (in cima alla catena di comando insomma), parli di un progetto di rapimento, manipolazione genetica e manipolazione animica da parte di entità aliene, quando gran parte dei ricercatori in questo campo rifiuta persino di parlare di anima. Donald Ware presenta questa attività come positiva ed “evolutiva”, io personalmente ho i miei dubbi, ma non è questo che desidero commentare ora. 

Per caso mi sono imbattuta nelle ricerche di uno studioso inglese, Nigel Kerner. Chi volesse maggiori informazioni può consultare il suo sito: http://www.songofthegreys.com/. Senza grande pubblicità, Kerner ha scritto due libri, di cui uno in uscita nel 2010, in cui espone le sue tesi sull’interferenza aliena. Il titolo del volume in programma  è “Grey Aliens and the Harvesting of Souls” (I Grigi e il Raccolto delle Anime).  Non servono commenti credo. 

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In una sezione del sito, è possibile leggere una nota inserita dall’autore: “La tesi di Kerner è che l’anima umana sia il Santo Graal, per così dire, dei piani alieni. L’acclamato ricercatore del fenomeno alieno Nick Redfern ha confermato privatamente all’autore che questa tesi (già esposta nel libro di Kerner del 1997) si è rivelata corretta. Nick si basa su ricerche personali tra militari di alto grado degli Stati Uniti, che hanno confermato, secondo le loro conoscenze interne, che i Grigi sono impegnati nella ricerca di questo fattore eterno che a loro sembra mancare”. 
Nella nostra piccola Italia, qualcuno, da anni, studia questa correlazione che oggi, alcuni appartenenti alla comunità d’intelligence USA hanno la cortesia di confermarci, almeno in parte e a modo loro. In questo commento alla lettura, mi permetto dunque di segnalare che Corrado Malanga (quel qualcuno a cui accennavo) ha appena pubblicato la sua ultima fatica, dal titolo “Simulazioni Mentali” (http://www.ufomachine.org/generale/ufologia1/e-si-riparte-con-la-giostra/menu-id-65.html), “l’ultimo articolo della triade che descrive come funzionino le adduzioni in relazione alla nuova fisica della virtualità”. 

Sullo stesso sito troverete anche “Il Dopo. Dal diario di una addotta liberata” (http://www.ufomachine.org/blog/malanga/il-dopo/menu-id-85.html). Molti di noi probabilmente hanno ascoltato e letto decine, se non centinaia di racconti di adduzione, alcuni drammatici, altri meno. Quanti ne abbiamo ascoltati, invece, di ex addotti, ovvero di persone che si sono liberate dal problema? Non credo sia stato facile scrivere questo articolo, ma sono sicura che sia stato utile. Non sono un’addotta ma se lo fossi, sapere che posso scegliere di non esserlo più, nella mia vita farebbe la differenza.

La Guerra per le Animeultima modifica: 2009-09-02T15:39:00+00:00da xtimes
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7 pensieri su “La Guerra per le Anime

  1. ciao Lavinia,

    bell’articolo, ricco di tante notizie attuali (come sempre). Credo che molti ricercatori dovranno in futuro per forza di cose fare un passo indietro, rimangiarsi gli insulti e tenere in grande considerazione le ricerche, gli studi e metodologie di Corrado Malanga riguardo alla sottrazione di anima da parte aliena. Magari su qualcosa si può dissentire, ma la direzione credo sia quella.

  2. Il tema dell’anima sfugge ad una concettualizzazione chiara soprattutto nell’ambito dell’Ufologia. Credo che esplicativo sia anche l’interesse per il DNA e la sua centralità in antiche culture, come nelle ricerche sugli scopi di certe razze aliene, ma non penso che il DNA sia l’anima.

    Meritoria questa recensione del romanzo di Strieber che tempo fa mi incuriosì, soprattutto per i suoi aspetti a cavallo tra finzione ed una realtà inimmaginabile.

    Ciao!

  3. infatti il DNA non è l’anima:
    “anima si lega al dna solo se la sequenza di basi puriniche e
    pirimidiniche è quella giusta. così alcuni soggetti hanno anima ed altri
    no su base genetica.
    Anima è una parte con coscienza e gli uomini sono fatti di anima mente e
    spirito chiusi in un corpo (finto perhcè non ha coscienza). Gli alieni
    vogliono anima e lacercano dove essa sta e dunque si va a guardare il dna”.

  4. effettivamente il concetto di anima è sfuggente. sembra un qualcosa che noi terrestri abbiamo e non si sa perchè. un frutto dell’evoluzione? una peculiarità genetica?
    a me detta così sembra fuorviante: vorrei che qualcuno abozzasse un concetto unitario che unisca anche l’evoluzione spirituale, l’esosterismo interiore…idee?

  5. A me invece sfugge l ovvio: Ma l anima è una cosa che posseggo o la cosa che io sono?
    Ovvero.Se è l anima a farmi essere ciò che sono,mi ci posso riconoscere e dire:Sono quel che sono.
    Ma se l anima è solo qualcosa di attaccato a me (io la macchina,lei la benzina)e che quindi alla mia morte la signorina si è divertita e passa oltre…beh,un pò diverso.
    Il punto è che a volte mi par vera la prima ipotesi (e ne consegue che nessuno può dirmi cosa è giusto cosa no,a
    parte qualche regola sociale fondamentale necessaria) a
    volte la seconda (e ne consegue che nessuno può dirmi cosa è giusto e cosa no…)
    Quelli vogliono l anima?…
    Ma per essere immortali o semplicemente vivi?
    E soprattutto,se non ce l hanno,come fanno a sapere che esiste ed è un bene?L hanno persa?
    Inanimato.
    Immor(t)ale.
    Quanta immondizia mentale condiziona la nostra capacità
    di introspezione?
    La verità è che è diventato difficile vivere.
    Persino voler vivere.
    …Se non la usiamo,lasciamo che altri più volenterosi ne
    gioiscano al nostro posto.
    Oppure…

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