30/01/2012
X TIMES DI FEBBRAIO

EDITORIALE
Il pianeta delle cavallette
Il grande scienziato britannico Stephen Hawking, nel suo recente intervento durante il programma radiofonico BBC Today, si è espresso a favore della colonizzazione dello spazio e a sfavore del contatto con eventuali civiltà aliene. Secondo Hawking, la scelta di emigrare su altri pianeti, prima Marte e poi ancora più lontano, potrebbe diventare presto obbligata perché la vita sulla Terra è sempre più a rischio di estinzione a causa di possibili disastri quali guerre nucleari, virus geneticamente modificati e altro ancora. In parole povere, la specie umana si sta minacciando da sola ed è ora che trovi il modo di “levare le tende”. Per la seconda volta, inoltre, lo scienziato mette in guardia dal cercare un contatto con altre specie intelligenti: «se degli alieni decidessero di farci visita, le conseguenze potrebbero essere simili a quelle che si verificarono quando gli europei giunsero nelle Americhe. Per i Nativi non finì bene», spiega.
Un altro scienziato accademico ha rilasciato forti dichiarazioni sulla vita extraterrestre: Paul Davies. Sul numero scorso abbiamo proposto un articolo di Philip Coppens, che riassumeva il paper di Davies pubblicato sulla rivista Acta Astronautica, in cui si ipotizza un’antichissima colonizzazione del pianeta Terra da parte di civiltà aliene e si suggerisce alla comunità scientifica di cercare meglio le prove del loro passaggio. Questo mese, nella rubrica Reports dal Mondo trovate altre - a mio avviso sorprendenti - affermazioni di Davies, che invita a cercare tracce di presenza aliena nelle immagini lunari riprese dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Di Paul Davies torneremo a parlare molto presto su queste pagine, e in maniera il più possibile approfondita. Ora, spendiamo due parole su quanto affermato da Hawking.
L’ecosistema del nostro pianeta viene instancabilmente danneggiato dall’Uomo che, oltre ad aver causato l’estinzione di non si sa più quante specie animali e vegetali, minaccia la sua stessa sopravvivenza, senza dare segni di ravvedersi. Un po’ come un enorme branco di cavallette che, dopo aver distrutto tutto ciò che ha trovato sul suo passaggio, attacca se stesso perché non sa fare altro. È vero che c’è chi non ne ha colpa e c’è addirittura chi si impegna per salvaguardare la vita, ma il risultato, se guardiamo obiettivamente lo stato attuale delle cose, pende decisamente a favore delle cavallette. Mentre scrivo questo editoriale, la situazione USA-Iran è sempre più tesa. Lo scenario di una guerra con il Paese mediorientale, che coinvolga di conseguenza anche Cina e Russia, è così apocalittico da sembrare irreale, tuttavia, i “potenti” che malgovernato il nostro mondo potrebbero trovare il modo di renderlo possibile. In un contesto del genere, di guerre sempre imminenti e di devastazione già a buon punto, l’idea di spedire su Marte qualcuno non è poi così peregrina. Un pianeta arido e disabitato (si spera), dove l’Uomo non possa fare danni e debba vivere in condizioni limitate potrebbe essere una soluzione. Il guaio arriverà quando la nostra specie metterà piede su altri pianeti, ricchi di fauna e di vegetazione, e magari evolute civiltà. In quel caso, se tali popolazioni ci saranno superiori tecnologicamente sapranno “arginare” il problema Uomo. In caso contrario, che la fortuna le assista. Le civiltà aliene pericolose, paventate da Hawking, saremo quasi sicuramente noi.
Lavinia Pallotta
SOMMARIO
Pagg. 10-12: “Cose che non si sanno”, rubrica a cura di Maurizio Baiata
Pagg. 14-17: “Il caldo Hormuz”, di Sivia Agabiti Rosei
La situazione che coinvolge l’Iran, sanzionato dagli USA e dalle Nazioni Unite, nel tentativo di ostacolare il suo piano di sviluppo nucleare, sembra complicarsi, profilando all’orizzonte scenari bellici
Pagg. 18-22: “Se Chavez non si piega” di Enrica Perucchietti
I leader delle nazioni che non si adeguano alle politiche dettate da certi gruppi di potere vengono immancabilmente etichettati come pericolosi dittatori e, se non muoiono in guerre “di liberazione”, cominciano misteriosamente ad ammalarsi...
Pagg. 24-27: “La morte a El Moncayo”, di Umberto Visani
Verso la fine degli anni ’90, una suggestiva località montuosa della Spagna diventa teatro di inspiegabili morti di animali e incredibili avvistamenti
Pagg. 28-33: “Una verità che non si può dire”, di Clifford Stone e Paola Harris (dal libro di C. Stone in pubblicazione su per X Times)
In questa intervista, realizzata da Paola Harris il 2 Luglio 1998 a casa di Clifford Stone, a Roswell, l’ex sergente americano parla del suo coinvolgimento nei progetti Moon Dust e Blue fly, del suo libro “UFOs are real”, contenete documentazione riservata mai riconosciuta ufficialmente, del reclutamento di bambini “particolari” da parte dell’Esercito USA e della vera funzione dell’Area 51
Pagg. 34-38: “Evangelion, il Vangelo del Nuovo Secolo”, di Federico Bellini
Da uno degli anime più originali e suggestivi mai prodotti in Giappone, una storia che sembra presentare inquietanti analogie con la possibile realtà del passato più antico della specie umana e non solo
Pagg. 40-45: “Gli architetti del Nuovo Ordine Mondiale”, di Simone Leoni
I sacrifici rituali, i piani di controllo globale di élite occulte che da secoli si contendonoil controllo del pianeta, in un’intervista a Paolo Franceschetti e Solange Manfredi
Pagg. 46-48: “Il lungo inverno degli UFO” di Grant Cameron
Perché la comunità scientifica continua a ignorare questo fenomeno, e gli ufologi a sperare in un suo cambio di rotta
Pagg. 50-52: “UFO nei cieli della Romagna”, di Carlo Di Litta
Pagg. 56-58: “Il nostro mondo rettiliano” di James Bartley
Una mano invisibile controlla il pianeta?
Pagg. 60-64: “Avvistamento in volo” di Angelo Carannante
Il 21 Agosto 2011 il passeggero di un aereo Venezia- Parigi fotografa alcuni oggetti volanti non identificati. Incontri ravvicinati di questo tipo, nel mondo, sono più frequenti di quanto si pensi, alcuni anche ben documentati
Pagg. 66-70: “I fantasmi industriali di Crespi D’Adda” di Gianpaolo Saccomano e Roberto Cavallo
Nato come villaggio operaio, creato e governato da una delle più antiche famiglie d’Europa, è spesso luogo di avvistamenti UFO e di entità misteriose
Pagg. 72-74: “Presenze”, le analisi del Ghost Hunters Team
Pagg. 76-80: “X media Times”, rubrica a cura di Pino Morelli
Pag. 82: “Ethics”, di Omero Pesenti, Gianpaolo Saccomano. Disegni di Martina Tauro
09:27
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24/01/2012
X TIMES DI GENNAIO IN EDICOLA

Gli UFO e la crisi
Mentre preparavo il timone di questo numero, mi sono resa conto che era quasi esclusivamente ufologico, o come direbbero alcuni, “alienologico”. Per una rivista come X Times è raro, ma ho deciso di non modificare nulla. Infatti, con il pensiero della crisi che non abbandona mai gran parte di noi, e il timore che le cose andranno sempre peggio, a chi si occupa di tematiche così apparentemente “borderline”, come la sottoscritta, sfiora spesso il pensiero che gli UFO e la questione dell’intervento alieno non solo non riusciranno a guadagnarsi un maggiore spazio nella coscienza collettiva, ma perderanno importanza. Eppure, non siamo in pochi a pensare che questo fenomeno sia fondamentale nella storia dell’Uomo, e l’attenzione del pubblico “che vuol sapere” non va allentata, mai. Così mi fa particolarmente piacere proporre l’articolo di Philip Coppens su Paul Davies e l’“Astroforensi”. Non riesco nemmeno ad immaginare uno scienziato italiano che scriva le stesse cose che ha scritto Davies a favore dell’influenza aliena nel nostro antico passato. Teoria che Davies ha pubblicato su una rivista scientifica e che, comunque, immagino gli procurerà parecchie critiche da parte della comunità accademica, che lui invita ad aprire la mente. Sempre in questo numero continua la traduzione del libro di Clifford Stone, questa volta con una panoramica sulla sua infanzia e le sue esperienze di contatto - se vogliamo di abduction - e presentiamo un’intervista esclusiva di Paola Harris alla figlia di Kenneth Arnold, che per la prima volta parla pubblicamente di alcuni retroscena, e di informazioni poco note, legate alla vita del padre e al suo coinvolgimento nel fenomeno UFO. Si chiude l’analisi di Grant Cameron sul caso Lazar, mentre ritroviamo, come di consueto, “vecchie firme” quali Umberto Visanai, Federico Bellini e Antonio Marcianò, a fianco delle nuove rubriche, avviate a partire dal numero scorso, a cura di Maurizio Baiata e del Ghost Hunters Team. L’articolo sulle due lune, invece, è a firma di un nuovo collaboratore, Luciano Milo. Il poter offrire ai lettori così tanti articoli, tra cui alcune anteprime, mi rende particolarmente orgogliosa, perché se è vero che l’Italia, nella comunità ufologica internazionale, non è sempre in prima linea, a causa, in parte, della lingua non universalmente conosciuta come l’inglese, è vero anche che X Times si sta sempre più affermando nel nostro Paese e all’estero. Oltre alla stima dei nostri preziosissimi collaboratori italiani, che continuano a crescere e che ringrazio, in questi anni ci siamo guadagnati l’attenzione e la fiducia anche di molti ricercatori e testimoni stranieri, e questo mi conferma che stiamo svolgendo un buon lavoro, fra le molte difficoltà.
Mentre scrivo queste righe, negli Stati Uniti si stanno raccogliendo le firme per una seconda petizione a favore del disclosure sulla vita ET, da presentare entro il 25 Dicembre. Per quanto consideri con un certo scetticismo, o forse sfiducia, simili iniziative, non posso fare a meno di seguirle. E per dovere di cronaca ne parlermo appena possibile, su queste pagine. Infondo, anche questa è storia, anche se nei libri di testo non la troveremo mai.
Lavinia Pallotta
10:15
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