I SOTTOMARINI SOVIETICI E GLI “KVAKERI”

Nella email inviatami da Paul Stonehill riguardo al rilascio/non rilascio di file declassificati da parte della Marina russa, che ho recentemente pubblicato su questo blog, il ricercatore fa riferiento ad alcuni casi e fenomeni probabilmente poco conosciuti in Italia. Qualcuno mi ha giustamente chiesto maggiori informazioni. Avendo chiuso solo da qualche giorno il numero di XTimes di Ottobre (e avendoci lavorato anche di notte!), solo ora sono in grado di approfondire l’argomento, con estremo piacere. Il libro di Paul Stonehill e Philip Mantle citato nella mail, “Mysterious Sky – Soviet UFO Phenomenon” lo comprai nella sua prima versione, anni fa, quando era “solo” un e-book pieno di informazioni dettagliate che difficilmemte avrei potuto reperire in altro modo, non conoscendo, purtroppo, la lingua russa. Questo post lo dedico al fenomeno degli “KVAKERI”, secondo le informazioni riportate da Stonehill e Mantle, che riassumo il più fedelmente possibile. “KVAKERI” è il nome che i sovietici hanno dato a misteriori oggetti individuati dai loro sottomarini nucleari negli anni ’60 e ’70. Il termine deriva da “kvakat” che in russo significa “gracidare”.  

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I sottomarini sovietici infatti, rilevarono strani suoni provenienti da oggetti non identificati in movimento nelle grandi profondità marine. I suoni assomigliavano al gracidare delle rane, da cui il soprannome “kvakeri”, termine accettato anche nei documenti ufficiali. La Marina sovietica doveva essere molto preoccupata perché dagli indicatori risultava che quei misteriosi oggetti circondassero i mezzi sovietici, cambiando la frequenza e la tonalità del segnale, quasi volessero instaurare una sorta di comunicazione con loro. Il comportamento degli Kvakeri, comunque, non si è mai dimostrato aggressivo. Essi accompagnavano i sottomarini finché non uscivano da determinate aree. A questo punto, emettevano un ultimo “gracidio” e scomparivano. Non risulta esservi mai stato alcun confronto con questi oggetti, anche se i comandanti e gli equipaggi dei sottomarini erano comprensibilmente sotto tensione durante le manifestazioni.

Verso la fine degli anni ’60, lo strano fenomeno attirò l’attenzione delle alte cariche della Marina, anche perché i sottomarini nucleari giocavano un ruolo fondamentale nella Guerra Fredda. Vennero dunque creati gruppi speciali di studio di questo fenomeno e inviate navi con equipaggiamento specializzato nelle aree degli “incontri”. Negli anni ’70 si tenne un convegno scientifico a riguardo, nell’ambito della Marina Sovietica, ma nessuno riuscì a trovare una spiegazione definitiva. Negli anni ’80 il progetto di ricerca venne improvvisamente chiuso. I gruppi di ricerca furono sciolti e gli ufficiali coinvolti assegnati ad altri incarichi. Tutte le informazioni raccolte vennero classificate TOP SECRET e chiuse negli archivi della Marina. L’ex ufficiale della Marina Kulinchenko cercò di raccogliere le informazioni disponibili, ma anche dopo la fine dell’Unione Sovietica, è trapelato pochissimo a riguardo. Apparentemente questo fenomeno non è materia di studio al giorno d’oggi, ma in Russia c’è chi sta cercando la verità.  

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In Unione Sovietica, al termine della Guerra Fredda, erano stati costruiti oltre 400 sottomarini nucleari. La contaminazione radioattiva dovuta a queste attività è un problema complesso. L’Artico è diventato il cimitero di quelli che un tempo sono stati i temibili sottomarini sovietici. Forse gli Kvakeri erano attratti dai sottomarini nucleari a causa del rischio ecologico che queste imbarcazioni rappresentavano per l’ambiente.

I SOTTOMARINI SOVIETICI E GLI “KVAKERI”ultima modifica: 2009-09-28T09:47:00+02:00da xtimes
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2 pensieri su “I SOTTOMARINI SOVIETICI E GLI “KVAKERI”

  1. Interessantissimo, non ne sapevo nulla. Le profondità marine sarebbero luogo ideale per l’operare nascosto di altre civiltà, o di civiltà preesistenti alla nostra. Purtroppo tutto è coperto da segreto e le informazioni piovono come gocce nel Sahara, ma la via intrapresa di ricerca è l’unica possibile.
    Grazie!

  2. Lo penso anch’io. E’ più difficile investigare fenomeni USO, ma le grandi masse d’acqua sembrano molto interessate al fenomeno UFO e incontri ravvicinati. Mi viene in mente il bellissimo film “The Abyss”, tagliato nella sua parte fondamentale.

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