RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Vedere “6 Giorni sulla Terra”

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Grazie a una proiezione tecnica avvenuta a Roma, in un laboratorio di sviluppo e stampa, ho avuto la possibilità di vedere in anteprima il film sulle abduction probabilmente più atteso dagli appassionati del settore, “6 Giorni sulla Terra”, di Varo Venturi.

Nonostante conoscessi il fenomeno (reale), a cui il film si è ispirato, e sapessi che Venturi è un artista eclettico e d’esperienza, in tutta onestà non sapevo cosa aspettarmi. Abituata ai film hollywoodiani, in cui il contatto alieno, rappresentato di volta in volta come negativo o positivo, raramente si discosta dai cliché e quando lo fa, come nel “Quarto Tipo”, lo fa in maniera distorta tradendo, a mio avviso, la casistica a cui dichiarano di essersi ispirati, avevo grandi aspettative per l’opera di un italiano che si era avvalso della consulenza di Corrado Malanga, ma ero anche consapevole che non trattandosi di un documentario ma di fiction, il film doveva valorizzare l’autenticità con il senso del meraviglioso, costruendo una storia che appassionasse tutti, non solo gli “UFO believer”, e che dunque non tradisse lo spirito artistico con la sua ricerca del vero. Trovo che sarebbe criminale raccontare i dettagli della trama di un film che ancora nessuno ha potuto vedere. Sono uscita dalla sala più emozionata di quando vi ero entrata. “6 Giorni sulla Terra” è un film che stimola la mente ma ti colpisce al cuore.

Nella prima scena si entra subito nella storia e nel problema. Il dottor Davide Piso (il bravo Massimo Poggio), biochimico universitario che richiama palesemente la figura di Corrado Malanga, cerca di aiutare una ragazza in ipnosi a liberarsi dal parassita, l’alieno, che non è più il semplice Grigio che rapisce il malcapitato portandolo sulla propria astronave per sottoporlo a dei test, ma viola l’essenza stessa dell’addotto, insinuandosi nella sua mente, cercando la connessione con Anima. L’ultimo stadio di un’invasione silenziosa di cui Piso e i suoi due assistenti, ex addotti, sono ben consapevoli e determinati a fermare. In una sola, suggestiva, scena Venturi presenta il fulcro del problema, che il protagonista cerca di spiegare in un congresso, davanti a una platea stupefatta e maldisposta. Ho trovato molto efficace l’intepretazione di Poggio, che dà vita a un personaggio forte ma nervoso, coraggioso e fragile. Sa ciò che vuole, aiutare gli addotti, liberare l’umanità, per quel che gli è possibile, dall’intromissione aliena, ma commette anche delle imprudenze, una delle quali, lasciarsi coinvolgere dal caso di una misteriosa giovane donna, Saturnia (Laura Glavan), gli costerà caro, ma lo porterà anche a un livello di conoscenza e consapevolezza insperato. Non facile il ruolo interpretato dalla Glavan, una Saturnia di bellezza angelica e maliziosa, che sa diventare terribile quando del suo corpo da ragazzina si impossessa Hexabor, un’entità forte, manipolatrice, quasi invincibile.

Essendo un film ispirato a fenomeni reali la regia di Venturi punta al realismo, cosa che ho molto apprezzato. L’utilizzo diretto, emotivo e mai stucchevole delle inquadrature aiuta lo spettatore a sentirsi partecipe degli avvenimenti, trasmettendo l’urgenza e l’angoscia delle situazioni, che dalla comparsa di Hexabor assumono un ritmo veloce, perché “il tempo è poco”. Così facendo ci libera anche da tanta retorica inutile.

I dialoghi sono asciutti, lo stato d’animo dei protagonisti disperato, stemperato a volte da felici momenti di ironia, naturale, spontanea, di quella che ti viene quando sei nei guai ma non ti arrendi. Braccati dai servizi segreti più oscuri, aiutati da un singolare gesuita (interpretato dallo stesso Varo Venturi), che conosce bene il problema delle interferenze aliene e da altre figure che non vi svelo, si giocano il tutto per tutto in una lotta contro il tempo e contro gente disposta a tutto pur di fermarli. “6 Giorni sulla Terra” mi ha tenuto incollata alla sedia fino alla fine, molto più di quanto avessi sperato. Vi ho ritrovato i temi fondamentali del fattore abduction, intrinsecamente legati alle pratiche dell’esorcismo e delle forze occulte – umane – che osservano, controllano e della cui esistenza noi “gente comune” ci rendiamo conto solo quando prendiamo atto della realtà di un fenomeno venduto dai media come impossibile.

Ora come ora, il film di Venturi è l’unico film sui rapimenti alieni che abbia davvero qualcosa da dire, ma è anche un film da godersi in quanto tale; moltissime nozioni in un solo lungometraggio, azione e suspense in una trama ricca e originale. Un film pionieristico e imperdibile.

Sono uscita dalla proiezione entusiasta, felice e onorata di averlo potuto vedere in anteprima. Posso ben dire che è il film sulle abduction, e non solo…

 

di Lavinia Pallotta

RECENSIONE IN ANTEPRIMAultima modifica: 2011-05-18T09:07:00+02:00da xtimes
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11 pensieri su “RECENSIONE IN ANTEPRIMA

  1. Scusami ma non sono assolutamente d’accordo. Personalmente il film è una pena in tutti i sensi. E puntualizzo che seguo da anni le teorie di malanga. Tuttavia, pur non condividendo tante cose, penso che la sua ricerca merita rispetto e considerazione. Detto questo ognuno è libero di valutare come meglio crede.
    saluti. Marco

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