CLIFFORD STONE: LA MIA VITA NEL PROJECT MOON DUST

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L’esistenza del Project Moon Dust, per il recupero di tecnologia straniera caduta su suolo statunitense, è venuta alla luce grazie ad una “soffiata” di Clifford Stone, sergente americano ora in pensione, che ha reso possibile la richiesta della documentazione ufficiale ad esso relativa tramite il FOIA. Stone, come molti sapranno, è una “gola profonda”. Secondo le sue dichiarazioni, il progetto Blue Fly, divenuto poi Moon Dust, comprendeva anche il recupero di velivoli extraterrestri caduti in territorio statunitense, oltre che, naturalmente, il recupero dei corpi e l’interazione con le EBE (Entità Biologiche Extraterrestri). Stone sarebbe stato reclutato nel progetto grazie alle sue capacità di interfaccia con gli ET, la cui comunicazione avveniva per via telepatica. Ciò che Clifford racconta della sua infanzia, e di come l’esercito, in via del tutto ufficiosa, si sia interessato a lui sin da quando era bambino, lascia supporre che sia stato oggetto di esperimenti genetici da parte dei “visitatori” e/o dei militari. Grazie all’intermediazione di Paola Harris, che lo conosce bene, dal mese di Dicembre proponiamo, sulle pagine di X Times, un’opera inedita di Clifford Stone, che comprende numerose e approfondite interviste da lui rilasciate negli anni, il racconto della sua vita, di come ha cominciato a lavorare nei black projects, delle difficoltà incontrate nel momento in cui decise di divulgare le sue esperienze, e delle ritorsioni subite. Dalle sue parole, e dall’Introduzione di Paola Harris, capiamo anche che Clifford, come è logico supporre, ha il permesso di divulgare certe informazioni, permesso concessogli da una parte del mondo dell’intelligence, che evidentemente vuole la fuoriuscita di alcuni argomenti, ma non di altri. Il disclosure, d’altra parte, è così, un gioco di ombre e di specchi deformanti. Per quanto io sia consapevole che ciò che emerge sia solo la punta dell’iceberg, ritengo che scartare certe informazioni, chiudersi di fronte a certe testimonianze, sia un grave errore. Soprattutto se non si conosce il testimone. Sono felice, quindi, che Clifford abbia scelto proprio la nostra rivista per divulgare, in anteprima e in esclusiva per l’Italia, il suo libro e i suoi ricordi, e ringrazio Paola Harris per la sua preziosa collaborazione. Abbiamo intitolato l’opera, “La mia vita nel Project Moon Dust” e mensilmente ne proporremo una parte. Sul numero di Dicembre, oltre all’Introduzione di Paola e all’inizio del racconto di Stone, anche la Prefazione a firma di Robert Salas, capitano in pensione della US Air Force, ufficiale responsabile del lancio missili e ingegnere che lavorò ai Titan 3, famoso nella comunità UFO per la sua testimonianza, rilasciata nel 2001 in occasione della conferenza stampa a Washington DC organizzata da Steven Greer, sulla disattivazione di 16 missili nucleari da parte di UFO sopra la base di Malmstrom il 16 Marzo 1967. Questa è solo una delle sorprese che abbiamo in serbo per i nostri Lettori che, devo ammettere, mi fanno amare profondamente il lavoro che faccio e nel quale in tanti anni, e nonostante alcune vicissitudini non sempre piacevoli, non ho mai smesso di credere.

CLIFFORD STONE: LA MIA VITA NEL PROJECT MOON DUSTultima modifica: 2011-11-28T11:44:00+01:00da xtimes
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2 pensieri su “CLIFFORD STONE: LA MIA VITA NEL PROJECT MOON DUST

  1. Buongiorno. Credo si necessario e fondamentale continuare la battaglia per far si che la verità si diffonda su livello globale. Credo che sia giusto annunciare a tutto l mondo la verità. Non ritengo giusto che per motivi di denaro o per motivi di religione o di tutto cio’che la storia che ci è stata insegnata in un certo modo, o perchè gli scienziati hanno valutato in modo errato le loro teorie, non debba venire a galla la verità. Ringrazio di cuore persone come Paola Harris Leopizzi, l’ex colonnello Clifford Stone, il Dott. Steven Greer, e tutte le persone che attualmente stanno combattendo cercando di divulgare la verità celata da molti anni dal governo. Spero tanto che si risolva in bene questa storia e in breve tempo. un abbraccio, ciao ! ! Mimmo.

  2. Convengo con Lavinia che dobbiamo dare merito a Clifford Stone per l’impegno che ha preso per divulgare la veritá sul fenomeno UFo, la sua veritá, come nel caso di Robert Dean. Ció nonstante bisogna tener presente che é una persona contattata e quindi é proteso a difendere le ragioni di chi lo stá contattando. E non dubito che siano motivi “elogiabili”. Peró Stone, nonostante la sua esperienza e la documentazione che sicuramente possiede, si dimentica (volontariamente?) una parte della storia, cioé quella dei “ragazzi cattivi”, entitá che stanno manipolando alcuni governi e adducendo nel pianeta. E se come dice Stone, prima di viaggiare alle stelle dovremo essere piú spirituali, cioé avere coscienza di chi siamo, o cosa siamo in realtá, dovremmo prima di tutto pulire la casa dagli invitati non graditi e dagli umani che tradiscono la propia specie.
    Sfortunatamente, sono pochi quelli che conoscono a fondo le implicazioni e conseguenze del fenomeno nella nostra vita, é piú semplice chiudersi nel proprio mondo, davanti alla TV con una birra.
    In ogni caso, complimenti a Stone e a Lavinia per il loro lavoro informativo.

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